La finale globale della cocktail competition The Vero Bartender 2025 di Amaro Montenegro ha esplorato tendenze e scenari futuri
I fan di “Star Wars”, la fortunata saga cinematografica ambientata “Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana…” conoscono ogni dettaglio dell’universo fittizio creato dal regista George Lucas. Come Mos Eisley, il porto spaziale del desertico pianeta Tatooine. Anche a Mos Eisley c’è un bar, la Cantina di Chalmun, il nome del proprietario che lo gestisce insieme a Wuhrer, storico resident bartender. Nella Cantina di Chalmun sono in vendita bevande alcoliche consumate da una serie di specie aliene esotiche. Attenzione, i droidi non sono ammessi, per cui, quando il maestro jedi Obi-One Kenobi e il giovane Luke Skywalker arrivano con R2-D2 e C-3PO, Wuhrer interviene con la mitica frase “Non serviamo la loro specie qui”. Evidentemente non erano proprio inclusivi.
Dietro un lungo bancone dalle sontuose curve, i bartender di Chalum servono esotiche misture elaborate da un sofisticato sistema di intelligenza artificiale in grado di elaborare ogni drink conosciuto nelle galassie, oltre 16.000 ricette. Il signature drink del bar è il Blue Milk, o latte di Tatooine, ottenuto dalle femmine dei pelosi quadrupedi bantha, apparso per la prima volta nella pellicola “Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza”. Tornando nel mondo reale, i 9 bartender di 9 Paesi, che il 9 aprile si sono confrontati tra loro alla finale global della cocktail competition The Vero Bartender di Amaro Montenegro, tema “2.165 Shaping the Future”, fortunatamente hanno gusti e capacità diverse dai bartender di Mos Eisley. Il tema del concorso invitava i bartender a immaginare l’evoluzione della miscelazione in un futuro lontano e inesplorato.

La data, 2165, è significativa. Quest’anno il Gruppo Montenegro celebra i suoi 140 anni dalla fondazione nel 1885, quando Stanislao Cobianchi diede inizio alla sua attività di liquorista. L’evento si è tenuto DumBO – Distretto Urbano Multifunzionale di Bologna, uno spazio eventi trasformato per l’occasione con una scenografia molto curata. In un’atmosfera che sembrava ricreare una dimensione nascosta dello spazio, talento e innovazione hanno mandato in scena una prospettiva futura della miscelazione. Provenienti da Italia, Messico, Inghilterra, USA, Canada, UAE, Australia e Spagna, il programma dei finalisti è iniziato con il Residency Program, cinque giorni intensivi di formazione con masterclass, confronti creativi e bar tour, ideati per favorire la condivisione di diverse culture.
Tra il 7 e il 13 aprile, la settimana dell’evento, Bologna è stata coinvolta e animata con la prima Amaro Montenegro Week, durante la quale i bartender finalisti si sono esibiti con delle guest shift in 30, tra bar e ristoranti, aderenti al programma. Bologna è divenuta dunque il centro della miscelazione mondiale grazie alla quale i bartender hanno condiviso con il pubblico la loro creatività con cocktail list create per l’occasione e con una costante comune: favorire la versatilità di Amaro Montenegro nel consumo neat e miscelato. Le ricette in concorso che hanno interpretato la possibile mixology del futuro hanno veicolato messaggi e valori importanti, come ambiente e pace sociale, confermato tendenze come low alcol e zero-waste, e, soprattutto, anticipato percorsi esperienziali nei quali tradizione, ospitalità e innovazione, si fondono incrociando la realtà attuale con quella virtuale.

Giovani, più e meno emozionati, ma sicuri delle proprie capacità proiettate nel futuro, i bartender si sono mostrati determinati a lanciare il loro messaggio liquido a una giuria composta da Rudi Carraro, Global Brand Ambassador di Gruppo Montenegro; Luca Bruni, vincitore globale The Vero Bartender della scorsa edizione e bartender al Depero Club di Rieti; Marc Alvarez, co-owner e fondatore del Sips & Esencia di Barcellona (n.3 nella lista dei 50 Best Bars nel 2023); Julie Reiner, giudice di Drink Masters (talent show su Netflix), rinomata mixologist, autrice e founder di alcuni dei più rinomati bar di New York come il Flatiron Lounge, Lani Kai e Clover Club.
La vincitrice della finale global di The Vero Bartender 2025 è stata Miley Kendrick, bartender del Call Lane Social di Leeds. Miley Kendrick ha conquistato il gradino più alto del podio con ‘Through the Wormhole” (Amaro Montenegro, Dry Sherry infuso con insetti, Ovenproof Gin, Walnut bitters, soluzione salina di vermi messicani) drink ispirato a un possibile futuro del cibo e della sostenibilità, dove non ci sono ancora le auto volanti e gli insetti costituiscono una nuova risorsa nutrizionale La sua ricetta coniuga toni mediterranei con una ricercata sapidità, nota questa comune a molte ricette in gara. Anche Alice Musso, vincitrice della finale italiana ha puntato sullo Sherry con il suo “Chronosphere” (Amaro Montenegro, soda gassata al coconut Sherry e cordiale al mango). Personalmente ho trovato molto interessante la ricetta del messicano Bertario Martinez Martinéz. Resilience (Amaro Montenegro, brodo di foglie di fico e shiitake, Vermouth di Torino Cocchi, Tío Pepe fino Sherry, Regans Orange bitters No.6), un drink low alcol con un grande equilibrio tra dolce e amaro, leggera mineralità e acidità con un tocco di sapore umami. Jennider Yim (USA) ha partecipato con “Intuition: The Cocktail of Feelings” (Amaro Montenegro, brodo di soia crio-concentrato sesamo nero ‘lavato’ con Select) un ‘viaggio sensoriale’ nel bicchiere che, combinando diverse temperature, consistenze e aromi, crea una profonda connessione con il sapore e coinvolge tutti i sensi per evocare sensazioni istintive. Lo Sherry è presente anche nel drink Crimson Horizon (Amaro Montenegro, Manzanilla Sherry, infuso di citronella, purea di fichi d’India, cordiale di pomodoro salato e basilico, soda) di Zisheng Hong (Canada).



Ai lettori bartender non sarà sfuggita la presenza importante dello Sherry nelle ricette e di una costante nota sapida che sembra ben coniugarsi con il corpo aromatico di Amaro Montenegro. Oltre le ricette, la presentazione è un aspetto molto importante e in questo Miley Kendrick ha sicuramente eccelso. Interpretando il ruolo di un bartender assitant guidato dall’intelligenza artificiale lo storytelling di Miley Kendrick è stato molto coinvolgente, intelligente, con una nota ironica. Miley Kendrick si è aggiudicato un viaggio a Barcellona, con Marc Alvarez, per vivere un’esperienza immersiva di tre giorni in una delle capitali della mixology internazionale. In programma, masterclass dedicate sul concept e sul menu del Sips & Esencia di Barcellona, un tour enogastronomici della città e la possibilità di vivere ‘da dietro le quinte’ uno dei migliori bar al mondo. Inoltre, anche il coinvolgimento in varie attività di Amaro Montenegro durante l’anno, come la partecipazione a trade show, masterclass ed eventi di brand.Due premi speciali per le miglior guest shift sono stati assegnati a Bertario “Beto” Martinez Martínéz e a Loic Mouchelin. Non eravamo nella Cantina di Chalmun su Tatooine in una galassia lontana, il futuro era già a Bologna. Anche l’inclusione.
FABIO BACCHI
Finalisti Globali The Vero Bartender 2025
Alice Musso – Drink Kong e Nite Kong (Roma) – Italia.
Loic Mouchelin – Sante Cocktail Bar (Toowoomba) – Australia
Zisheng Hong – Gino’s Negroni & Lasagna (Montreal) –Canada
Zee Wang – FlowBar & Lab (Shenyang)- Cina
Bertario “Beto” Martinez Martínéz – The Restaurant / The Baratther (San Miguel de Allende) –Messico
Davide Norcini – Dr Stravinsky (Barcellona) – Spagna
Orazio Armenia – Zuma Dubai – Emirati Arabi Uniti
Miley Kendrick – Call Lane Social (Leeds) – Inghilterra
Jennifer Yim – LPM Restaurant & Bardi (Las Vegas) – Stati Uniti

