Cari colleghi, sempre più amareggiato da Gin Tonic imbevibili, Spritz serviti in caraffe per l’annaffio e bar dove l’unica cosa che funzioni sono le olive di Cerignola, il mese scorso ho sentito la necessità di bere qualche sorso di felicità. Così mi sono recato in Champagne, l’iconica regione francese. Un’esperienza che mi ha fatto riflettere molto e che voglio condividere con voi.
Non preoccupatevi. Non vi racconterò di quanto è buono lo Champagne, delle uve con cui viene prodotto, del metodo di rifermentazione o di argomenti connessi. Tutte nozioni interessanti, ma che avrete già appreso, a suo tempo, sul vostro manuale del barman. Spoiler: se non le aveste imparate o non le ricordaste, potete sempre chiedere a Google o frequentare qualche buon corso.

